PSICOLOGIA

Una storia edificante: un uomo lasciò la moglie su una nave che stava affondando prendendo l'ultimo posto sulla scialuppa di salvataggio

August 17, 2018 19:02

La vita è la migliore insegnante. Mostra il bene e il male, così che la gente possa distinguere tra i due e comportarsi di conseguenza. Ma, a volte, è difficile comprendere correttamente una persona al primo sguardo. L'impressione può essere fuorviante. Come nel caso della seguente storia. 

Un naufragio: vita o morte

Un insegnante decide d'introdurre un nuovo argomento alla classe attraverso una storia. Una nave da crociera fece naufragio in alto mare. Le ultime due persone, marito e moglie, riuscirono a raggiungere la scialuppa di salvataggio, ma si accorsero che era rimasto soltanto un posto libero. L'uomo spinse indietro la moglie e saltò sulla scialuppa. La donna lasciata sulla nave che affondava gridò al marito una sola frase. 

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L'insegnante propone ai bambini di riflettere sulle sue ultime parole: quali possono essere state?

Vengono fatte diverse ipotesi e tutte ruotano intorno al fatto che la donna avesse accusato il marito di essere egoista. Soltanto un bambino rimane in silenzio e non partecipa alla discussione. Quando l'insegnante chiede la sua opinione, lui risponde:

Prenditi cura di nostro figlio!

Il bambino ha dato la risposta giusta, perché queste erano state le parole che la madre aveva detto al padre prima di morire. 

Per quanto riguarda la storia del naufragio, ha un seguito. Raggiunta la costa, l'uomo salvatosi si prese cura della figlia e la crebbe bene. Decenni dopo, una volta adulta, la ragazza trovò il diario del padre ormai morto.

Lì, lesse qualche su sua madre. Era partita per quel tragico viaggio gravemente malata, non le rimaneva molto tempo. In quel momento orribile tra le onde, l'uomo aveva realizzato di dover sopravvivere per il bene della figlia. La moglie era sprofondata nel fondo dell'oceano... 

Questa è la lezione che l'insegnante ha offerto ai propri alunni: una lezione su amore, compassione, responsabilità e... la falsità della prima impressione. 

Giudichiamo un libro dalla copertina?

Quando incontriamo una persona per la prima volta, la nostra impressione è influenzata da vari fattori, principalmente esterni. Giudichiamo quella persona dagli abiti, dal modo di comportarsi o dalla conversazione. E questo ci rende inclini a sopravvalutarla o sottovalutarla.

Possiamo dare atto a uno sconosciuto, se la prima impressione è buona, o diventare scettici e poco amichevoli in altri casi. Entrambe le possibilità possono portare a trascurare le vere qualità di una persona.

Tutti riusciamo probabilmente a ricordare qualche esempio, nella vita, di quando qualcuno che avevamo etichettato come snob è risultato essere una persona aperta, sincera e socievole, oppure di quando la nostra presunta anima gemella ha mostrato la sua vera faccia. 

Ti sei mai sbagliato su qualcuno? Raccontaci la tua storia. Sarà istruttiva per tutti.