ISPIRAZIONE

Giovane mamma si incolpa nella morte della bimba a causa delle complicazioni durante il parto in casa

March 21, 2018 18:50

Per Aimee e Ryan quello avrebbe dovuto essere il giorno più bello della loro vita, la nascita della figlia così tanto attesa. La gravidanza procedeva bene e la futura mamma aveva deciso di partorire in casa con l’aiuto di un'ostetrica.

 © lunasloveandlifeafterstillbirth.com

All’inizio tutto procedeva bene ma successivamente è successa la cosa più grave. La piccola Luna era ancora viva dopo la rottura del cordone ombelicale, è stata trasportata immediatamente in ospedale, ma dopo innumerevoli tentativi i medici non sono stati in grado di salvarla.

Aimee e Ryan hanno potuto abbracciare la piccola e passare il tempo con il loro angelo addormentato sommersi dal dolore e dalle colpe magari anche ingiustificabili. Forse il destino ha deciso così ma per Aimee continua la dura battaglia con i rimorsi.

© lunasloveandlifeafterstillbirth.com

Quei primi momenti in ospedale erano piene di speranza e quando l’infermiera aveva portato la piccola nella stanza dei genitori loro erano sicuri di sentire il suo pianto. Però era solo il silenzio, profondo e spaventoso. I primi pensieri della mamma erano pesanti.

È stata colpa mia, perché ho scelto il parto in casa, perché non ho ascoltato gli altri?

La colpa davanti il suo compagno è stata immensa, Aimee non riusciva perdonarsi per aver fatto questo a Ryan. Quel momento quando papà tiene in braccio la sua figlia le è rimasto nel cuore per sempre ma le ha fatto capire che non è arrabbiato con lei. Il loro dolore è condiviso.

© lunasloveandlifeafterstillbirth.com

Continuavo a chiedere scusa a tutti perché non sapevo cosa fare per farlo sentire meglio.

Queste erano le sue prime parole nel blog che ha deciso di tenere per raccontare il suo dolore, il rimorso che la tormenta. Trovare il conforto nella condivisione della perdita ma anche per far sapere ad altri genitori in lutto che non sono soli.

Luna's Fund / Facebook

Aimee e Ryan hanno fondato il “Luna's Fund” per raccogliere i soldi destinati a fornire aiuto pratico e sostegno morale ad altri genitori in una situazione simile. l'obiettivo iniziale è di raccogliere 10.000 sterline per offrire una gamma di servizi e supporto finanziario e per aprire due ritiri nel Regno Unito e uno all’estero – “Luna's Lodge” – per gli incontri tra i genitori in lutto e le sedute specialistiche di sostegno.

É troppo facile incolpare per le scelte, però quella di Aimee era tra le più sicure. Oggigiorno il parto in casa è sempre più popolare perché è meno invasivo. É accettato pienamente da parte dei medici e ci sono persino le regole specifiche.

Secondo le Linee guida aggiornate nel 2017 del ational Institute for Health and Care Excellence, per le donne in attesa che hanno già avuto figli e presentano gravidanze con basso rischio di complicazioni il parto in casa è sicuro quanto quello in ospedale. Il parto a domicilio diminuisce le procedure mediche invasive come episiotomia o utilizzo di ventosa, mentre per il bambino non aumentano i rischi di eventi avversi. Il parto in casa può essere considerato solo se l'abitazione non è troppo distante da un ospedale e se si è seguiti da un'ostetrica specializzata.

Nel caso di donne a basso rischio che non abbiano mai partorito e scelgono il parto in casa le Linee guida sottolineano l’aumento del rischio di eventi avversi neonatali. Si consiflia valutare come il luogo alternativo all'ospedale la casa di maternità. Anche in Italia ce ne sono alcune.

Sconsigliato, invece, il parto in casa se sono presenti dei fattori di rischio che possono essere legati a:

  • storia clinica della mamma: la presenza di malattie croniche, ipertensione, malattie renali;
  • taglio cesareo o eventi avversi in gravidanze precedenti;
  • complicazioni nella gravidanza in corso.

Quando è necessario trasferire la donna o il neonato in ospedale:

  • allungamento eccessivo dei tempi del travaglio, che non progredisce;
  • presenza di liquido tinto;
  • indizi di sofferenza fetale;
  • presenza di lacerazioni vaginali o perineali che non possono essere suturate a casa;
  • placenta ritenuta;
  • emorragia post-parto;
  • alterazioni dei parametri vitali del neonato.

Forse la nascità di Luna e la sua così ingiustamente breve vita ha servito a dare l’inizio a questa importante iniziativa e i suoi genitori sono stati prescelti per aiutare gli altri.

Fonte: Luna's Fund / Facebook