Il ragazzo affetto da progeria raggiunge uno dei suoi grandi sogni nonostante la rara malattia!

Sammy Basso, il Benjamin Button italiano, è riuscito a realizzare un altro sogno!

Il 23enne affetto da progeria è diventato un esempio per gli italiani e per il resto del mondo visto che anche con delle difficoltà è capace di vivere una vita piuttosto normale piena di ricchezze emotive e grandi soddisfazioni.

Sin da molto giovane ha dedicato parte della sua vita a due cose importanti: dedicarsi alla ricerca e vivere ogni giorno come se non ci fosse un domani!

Il desiderio di diventare ricercatore magari è dovuto proprio alla condizione che lo colpisce e che mette la sua vita a rischio. La progeria è una patologia genetica che causa, tra l’altro, l’invecchiamento in età molto giovane. Un bambino può quindi apparire come un vecchio.

Tra le conseguenze più difficili da accettare, c’è la morte precoce a causa dei disturbi cardiocircolatori. Tuttavia, per Sammy non ci sono “ma”. Il tempo che gli rimane da vivere lo dedica a studiare, viaggiare e amare.

Grazie al sostegno dei parenti e degli amici, il 23enne ha realizzato oggi un altro sogno: si è laureato in Scienze. L’università di Padova ha reso pubblica la bella notizia postando un messaggio sul proprio profilo Twitter:

Complimenti a Sammy Basso da anni simbolo e promotore del sostegno alla ricerca scientifica sulla progeria che oggi si è laureato in Scienze.

Ci fa piacere sapere che Sammy abbia raggiunto l'obiettivo, ma soprattutto il fatto che uno come lui, colpito da anni da questa malattia, sia in grado di fare tutto ciò che ha a disposizione per aiutare gli altri.

Solo chi conosce la sofferenza da vicino sa esattamente di cosa ha bisogno.

Alcuni anni fa, proprio quando gli è stata diagnosticata la progeria, si conosceva poco delle cause della malattia. Pertanto, Sammy ed i suoi genitori hanno creato l'Associazione Italiana Progeria Sammy Basso, e oggi non solo in Italia ma in altri paesi come la Francia e gli Stati Uniti continuano a studiare la strana malattia.

In un post pubblicato dal ragazzo sul profilo Facebook, ha ringraziato la sua squadra. Innanzitutto, la famiglia:

Ringrazio i miei genitori che mi hanno donato la vita due volte, quando mi hanno messo al mondo e quando mi hanno fatto diventare l’uomo che sono!

Il mestiere di Sammy continua e ci rende davvero fieri.

Se è vero che noi non siamo indispensabili, è altrettanto vero che abbiamo dentro di noi la forza per cambiare questo mondo. E allora facciamo i rivoluzionari e cambiamolo questo mondo.

Auguri, Sammy!

LEGGETE ANCHE: Una vita felice poteva soltanto sognarla. Le persone con la sua malattia non vivono più di 15 anni

Fonte: Università di Padova / Twitter

Raccommandiamo