Giletti racconta per la prima volta la sua fede e i viaggi a Lourdes, accanto a chi soffre per aiutare il prossimo

Lo conosciamo tutti come ottimo giornalista e garbato (ma diretto) presentatore televisivo. 

Con il suo ciuffo di capelli “sale e pepe” è anche molto amato dalle donne (dai ragazze, non fate le timide) e i suoi show tv riscuotono sempre un grande successo di pubblico.

Ma forse, non tutti sanno che Massimo Giletti è anche un uomo di cuore e dalla profonda spiritualità.

 

Un post condiviso da Claudia Tamiello (@tamielloclaudia) in data:

Fin dall'infanzia le donne più importanti della sua vita, nonna Bianca e la mamma, lo hanno iniziato alla pratica del pellegrinaggio, in particolare, nel luogo sacro di Lourdes:

“Andiamo a Lourdes così cominci a capire chi sono gli invisibili”.

gli dicevano. Ma chi erano questi invisibili?

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L'affascinante giornalista lo scoprirà presto, grazie al fatto di aver potuto osservare il mondo con occhi diversi, più profondi. Da allora, ha capito una cosa che più lo ha formato per la vita: ha realizzato che al mondo le persone che soffrono e si disperano a causa di infortuni e malattie, spesso vengono ignorate dalla maggioranza delle persone, e lasciate a loro stesse.

Massimo racconta questa particolare epifania durante un'intervista al Corriere della Sera e dice:

Ho capito che gli invisibili erano tutti coloro che incontravamo nella vita di tutti i giorni e che tutti fanno finta di non vedere. Li ho toccati quegli invisibili, quei malati che era comodo non vedere».

Massimo non abbandonerà mai davvero l'esercizio spirituale del pellegrinaggio, tanto che anche quest'anno ha vissuto un'intensa esperienza lavorando per servire e accudire i malati nelle piscine del santuario di Lourdes e racconta:

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bagnare centinaia di persone, malati e non malati. La piscina è proprio il luogo in cui sei messo di fronte a momenti di grande emozione. 

A contato con tanta gente piena di speranza, si conoscono persone eccezionali, come un suo “collega” di fede:

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Proprio in piscina ho lavorato al fianco di Vittorio Micheli “miracolato”, riconosciuto ufficialmente come tale. Aveva un brutto cancro negli anni 60 e una volta guarito ha continuato a lavorare a Lourdes.

Ma forse quello che da più gioia a Massimo, è vedere che in quel luogo di carità e sofferenza ci sono anche tanti, tantissimi giovani, pronti ad impegnarsi per aiutare i meno fortunati:

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 E bello vederli lì che si pagano il viaggio, fanno fatica, solo per dare amore.

Per Massimo Giletti dedicarsi anima e corpo al prossimo è un ottimo modo per uscire dal proprio egoismo, dalle proprie paure e preoccupazioni, un modo per poter apprezzare e godere della fortuna di cui godiamo e per ridimensionare i nostri capricci, confrontandoci con il mondo che ci circonda. 

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Caro Massimo, fossero tutti altruisti e generosi come te! Noi ti facciamo i complimenti per il tuo impegno e ti mandiamo un caro saluto.

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