Straziante caso di malasanità italiana: Morì a 12 anni perché il chirurgo rifiutò il ricovero

La storia del piccolo Flavio strazia il cuore. 

Era il 28 ottobre del 2007 quando a causa di una maledetta caduta dalle giostre, Flavio Scutellà si ferisce alla testa e inizia il suo calvario che lo condurrà, inaspettatamente, alla morte.

Già, perché in quel giorno fatale, sembrava tutto andare per il verso sbagliato, e purtroppo, a far capitolare la situazione è stato anche chi, invece, avrebbe dovuto rappresentare la speranza, la cura.

L'ospedale più vicino dove fu inizialmente portato il giovane non era fornito di un reparto di neurochirurgia, e per questo fu trasferito a Reggio Calabria.

Il trasporto in ambulanza, però, subì inspiegabili ritardi, aggravando sempre di più le condizioni del piccolo, facendo crescere la disperazione dei familiari.

Purtroppo, una volta giunto poi a destinazione, il piccolo Flavio ha la sfortuna di incrociare sulla sua strada il neurochirurgo Saverio Ciprì, che rifiutò le cure e avendo finito il suo turno, non ragguagliò il collega che ne prese il posto sulle condizioni del giovane paziente.

La conseguenza fu che Flavio morì.

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E Ciprì, dopo anni e anni di lunghi processi è stato ritenuto, dalla Cassazione, colpevole di grave negligenza e imperizia, eppure incredibilmente, come dimostra anche questo video de Le Iene, non ha mai scontato un solo giorno della sua condanna, e tantomeno di sospensione dal suo lavoro.

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Ora la famiglia di Flavio continua a chiedere giustizia, per questa assurda morte che poteva e doveva essere evitata.

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Noi ci uniamo a loro nel dolore e nella speranza che le loro voci vengano finalmente ascoltate, dopo anni e anni di dolore e lotte.

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