L'attacco violento di uno squalo le ha quasi strappato la vita, ma questa donna coraggiosa ha lottato per tornare a vivere e a proteggere gli squali

Ispirazione

April 23, 2018 15:50 By Fabiosa

Nel 2017 cinquantatré degli ottantotto casi di attacchi di squali "non provocati" avvenuti in tutto il mondo si sono verificati negli Stati Uniti. Significativamente, soltanto cinque attacchi sono stati letali. Il numero è molto limitato grazie all'adozione di standard di sicurezza elevati sulle spiagge, all'assistenza medica e alla sensibilizzazione dell'opinione pubblica.  

Purtroppo, casi di spaventosi attacchi mortali che cambiano la vita si verificano ancora.

Una vacanza trasformatasi in una lotta per la sopravvivenza

Nel gennaio del 2011 un'infermiera di trentanove anni, Nicole Moore, andò in vacanza a Cancún, in Messico. Un giorno, dopo aver giocato a beach volleyball con gli amici, decise di andare in mare da sola.

Mentre nuotava nelle acque calde, vide due persone a bordo di una moto d'acqua che facevano dei gesti e le urlavano qualcosa in spagnolo. Lei rispose al saluto sorridendo, pensando che si stessero divertendo, senza sospettare minimamente che volessero attirare la sua attenzione per avvisarla di uscire immediatamente dall'acqua.

I turisti avevano avvistato due squali toro e stavano cercando di avvertire la donna. Nel mentre, facevano di tutto per spaventarli. Solo uno di essi, tuttavia, si allontanò, mentre l'altro si mostrò più ostinato. I bagnanti in sella alla moto d'acqua urlarono ancora una volta verso Nicole e solo allora lei si rese conto che c'era qualcosa che non andava, ma ormai era troppo tardi.

Lo squalo le azzannò la coscia sinistra strappandole trenta centimetri di carne e le lacerò il braccio sinistro, che successivamente i medici furono costretti ad amputare. Con l'aiuto dei bagnini la donna riuscì a mettersi in salvo tornando a riva, ma riportò ferite gravissime. Ora ricorda:

Le mie ferite erano talmente gravi che tutti rimasero immobili, a fissarmi con sguardo inebetito.

Essendo un'infermiera, Nicole sapeva che doveva rimanere cosciente e indicava agli altri cosa fare per prestarle soccorso. Dopo una settimana in ospedale e molti interventi, la donna ritornò a casa.

Mi sono resa conto della realtà e ho capito che questa era la mia nuova vita. Ormai dovevo imparare di nuovo a camminare. Ho dovuto imparare a convivere con il dolore cronico. Ho dovuto imparare a fare tutto nella vita con un solo braccio, essendo mamma di due bambine.

Ma Nicole è felice di essere sopravvissuta e si ritiene fortunatissima di aver potuto rivedere le figlie e il marito. Non ha paura dell'oceano e degli squali.

Inoltre si considera un' “esperta di squali alle prime armi” ed è perfino diventata una loro sostenitrice.

Consigli per evitare gli attacchi di squali

Per ridurre la già remota possibilità di diventare vittima di un attacco di squali, ricorda quali semplici regole rispettare:

  1. Nuotare in gruppo.
  2. Non allontanarsi troppo dalla riva.
  3. Evitare di entrare in acqua di notte, al tramonto o all'alba.
  4. In presenza di ferite sanguinanti, non entrare assolutamente in acqua.
  5. Non indossare gioielli luccicanti.
  6. Evitare le acque infestate dagli squali.
  7. Evitare d'indossare costumi da bagno con colori vivaci.
  8. Nuotare velocemente verso riva, cercando però di evitare movimenti troppo bruschi.
  9. Non cercare di toccare un squalo!

E ricorda, se sei sotto l'attacco di uno squalo, la regola generale è fare tutto il possibile per allontanarsi!