15 frasi che i genitori dovrebbero smettere di dire una volta per tutte

Famiglia e bambini

Crescere i figli è un duro lavoro. Richiede enorme pazienza e attenzione ed è necessario comprendere che vi sono parole o azioni capaci di ferire una piccola persona, anche se lascerebbero indifferente un adulto. La percezione del mondo e di ogni situazione concreta per il bambino è completamente diversa, ma i genitori spesso non ci pensano e dicono parole che sembrano normali a prima vista, che però fanno sanguinare il suo piccolo cuore. Naturalmente, non sempre si hanno le forze per bloccarsi in tempo, ma dovresti escludere queste 15 frasi dal tuo vocabolario per sempre.

1. "Se non avessi avuto te..."

Possiamo concludere questa frase in mille modi diversi. Cosa avresti fatto se non avessi avuto il bambino? Avresti avuto una carriera, avresti trascorso la tua vita con un'altra persona, avresti seguito il tuo sogno; come vedi, ci sono molte opzioni. Ma il risultato di una simile affermazione è sempre lo stesso: il bambino si sente responsabile per il fatto che la vita di sua madre o suo padre a causa sua non è stata come loro si aspettavano. Si sente in colpa e sente il dovere di dedicarsi a colmare il debito, causato dalla sua nascita, contratto con i genitori.

2. "Se lo fai un'altra volta, ti do via..."

Un'altra variante di questa frase è "Ti prenderà...". Si può "dare via" il bambino a chiunque, a un vicino o a un poliziotto, per finire con il Babau o la strega cattiva. Di conseguenza, il bambino prova non solo senso di colpa per le proprie azioni, ma anche paura. In particolare, non è bello spaventare il bimbo con queste cose prima che vada a letto. Nella sua immaginazione, accresciuta dal buio, il bambino vede qualcosa di terribile: ad esempio un completo estraneo che lo porta via, sicuramente non con buone intenzioni. E mamma o papà che stanno lì a guardarlo, forse anche a ridere. Tali frasi sono particolarmente pericolose per i bambini in età prescolare: possono causare vere e proprie nevrosi nei bambini di età compresa tra 4-6 anni.

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3. "Ti voglio bene solo quando fai il bravo bambino/a"

Il messaggio di questa affermazione è perfettamente chiaro: il genitore è insoddisfatto del comportamento del figlio. Ma il bimbo ne sente un altro: la persona più significativa della sua vita è rimasta delusa di lui. Di conseguenza, inizia a temere di essere se stesso, cioè, nasce la non accettazione del proprio Io. Ciascuna delle sue azioni dipende dalla valutazione degli adulti. Per far piacere a mamma e papà e sentire il loro amore, il bambino può iniziare a fingere, e ogni piccola bugia alla fine ne genera una grande.

4. "Va bene, ti do quello che vuoi, ma lasciami stare"

A volte i bambini sono molto insistenti e ci danno sui nervi con le loro richieste testarde. Invece di dedicare del tempo a spiegare al figlio perché al momento non è possibile ottenere ciò che vogliono, i genitori a volte si fanno da parte e cedono, solo perché il bambino li lasci in pace. Tale “carità” non è bella di per sé: per un bambino è spiacevole che la mamma o il papà apparentemente lo vogliano corrompere. Ma, con il tempo, può capire che questo metodo funziona e richiedere sempre di più. In questo gioco, le “tariffe” sono in costante aumento. Vuoi continuare a pagarle?

5. "Smettila di piangere subito, sei..."

Chi è o cosa fa? Un bambino che deve vergognarsi di piangere? Una bambina che diventa brutta e disonora i genitori in pubblico? Innanzitutto, è un bambino. Con i suoi sentimenti e bisogni. Per un piccolo, ogni evento o dolore spiacevole è una tragedia. E in questo momento ha bisogno del sostegno dei suoi genitori, e non della convinzione che non corrisponde a certe loro idee standard su come debba essere un bravo figlio o figlia. La cosa migliore è capire cosa abbia causato un tale vortice di emozioni e aiutare il bambino a capire la situazione.

6. "E Cecilia/Marco invece..."

Non paragonare il bambino con qualcuno e non prendere altri bambini a esempio. Ognuno di noi si è sentito dire qualcosa del genere, quindi consideriamo tali affermazioni come normali. Ma non ricordiamo una cosa: i nostri sentimenti. Una persona piccola si sente inferiore, perché gli altri bambini sono molto meglio di lui. Cosa succederà se mia mamma decide di scambiarmi con Cecilia o Marco? Ma persino la risposta a questa domanda non è importante quanto la sua influenza sull'opinione che il bambino ha di se stesso. Il bambino crede incondizionatamente ai genitori e si convince di essere peggiore di quello che è. In futuro, farà del suo meglio per non deludere più la madre e il padre, oppure si rassegnerà e non aspirerà a nulla. Le frasi tipo: "Sei cattivo/stupido/maleducato...", "Vedo già che sei proprio un incapace", "Sei poco serio", "Tutti i bambini sono normali, e tu invece... " influenzano il bambino nello stesso modo.

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7. "Mi fai venire il mal di testa"

Altre due varianti notevoli di questa frase sono "Mi stai uccidendo" e "Vuoi la mia morte?". Nessuno ama così sinceramente e ci rimane così male come un bambino. La consapevolezza di aver causato dolore alla mamma o al papà fa sentire il bambino colpevole. Pensa che, se non ci fosse, i suoi genitori sarebbero molto più felici. La piccola personcina si distrugge moralmente. E tutto perché la madre si è alzata col piede sbagliato o il padre si è infuriato al lavoro. Il bimbo sta scoprendo il mondo: ha bisogno di fare domande, far uscire la sua energia, fare confusione, insomma.

8. "Non osare!"

Certamente, il bambino deve sapere cosa significano "no" e "non si può". Ma ha bisogno di capire perché. Se proibisci categoricamente qualcosa al bambino, spiegagliene i motivi. Insegnagli a pensare alle conseguenze delle sue azioni. Ma soltanto con tranquillità, e non con urla o minacce. Secondo le raccomandazioni degli specialisti nel campo della psicologia infantile, dev'esserci un solo "no" per 9 "sì". Se a un bambino durante l'infanzia viene vietato tutto, alla fine inizierà a dire "no" a se stesso anche da adulto. Immaginiamo che non sia così che immagini il suo futuro.

9. "Fai fare a me"

Abbiamo sempre fretta e spesso diciamo ai bambini di sbrigarsi. Chiediamo loro di fare colazione, allacciare le scarpe, mettere via i loro giocattoli, camminare più in fretta: le opzioni, di nuovo, sono tante. Dicendo al bambino che non può affrontare qualcosa sul momento, uccidiamo la sua fiducia in se stesso. Alla fin fine, sta semplicemente imparando a compiere certe azioni, e questo richiede tempo. Cosa è più importante per te: un risultato immediato o l'opportunità di provare orgoglio per ogni nuovo risultato di tuo figlio?

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10. "Ma io alla tua età..."

Potresti essere stato uno studente eccellente, un atleta, aver iniziato a guadagnare presto; qualsiasi cosa. Ma tuo figlio non è uguale a te, non deve ripetere la tua vita; tale "dissomiglianza" nella mente dei bambini li allontana ulteriormente dall'ideale. Però la mamma o il papà sono davvero gli standard perfetti? La vita dei bambini è solitamente più facile di quella dei loro genitori. Avendo sperimentato qualcosa da giovane, un adulto cerca di risparmiare al figlio di compiere gli stessi errori, ma le situazioni simili a prima vista, in realtà possono essere diametralmente opposte.

11. "Perché lo dico io"

Un'altra variante di quest'affermazione è "Non mi interessa cosa pensi". I genitori prendono spesso decisioni al posto dei figli. Ciò può comportare la scelta di vestiti, acconciature, film o dove esattamente trascorreranno le vacanze. Il bambino lo percepisce in questo modo: se la sua opinione non interessa nemmeno la madre, magari non importa affatto, anzi, lui stesso è un essere insignificante. Eppure non c'è nulla di difficile nel riformulare questa frase in modo da mostrare al figlio o alla figlia il tuo interesse per le sue aspettative e allo stesso tempo spiegare perché questa volta dovrebbe fare come dici tu.

12. "Non vai a passeggio/non guardi i cartoni animati finché non..."

La contrattazione con il bambino è appropriata solo fino a una certa età. A volte è davvero possibile costringerlo a fare qualcosa solo con la promessa di qualcosa di piacevole. Già all'età di 4-5 anni il bambino comprende il principio dello "scambio di favori" e inizia ad applicarlo nella comunicazione con i genitori. E la cosa peggiora sempre di più. Il bambino comincia a ricattare i genitori, adottando il loro modo di comunicare. Dovresti sempre spiegare la tua posizione. Ad esempio, è necessario mettere via i giocattoli per avere ordine in casa, e non perché la mamma farà qualche “concessione” al figlio.

13. "Sparisci"

Non sempre si hanno il tempo e le energie per dare ai nostri figli la dovuta attenzione. Dopotutto, siamo tutti esseri umani e possiamo essere stanchi o semplicemente di cattivo umore. Ma non è colpa del bambino. Chiedendogli di sparire gli facciamo capire che ci pentiamo della sua apparizione nel mondo. Anche se non lo pensiamo veramente, lui crede di essere diventato un peso enorme per i suoi genitori, si sente rifiutato. Ti piacerebbe sentirti dire una frase del genere? Per niente. E ora ricorda che il bambino prova emozioni molto più forti di un adulto.

14. "Comportati bene"

Il concetto di comportamento esemplare è sfaccettato. Ci piace quando un bimbo ordinato ci sta vicino tranquillo e silenzioso perché così una signora anziana di passaggio lo loderà e dirà che la mamma è stata brava ad averlo educato così bene. Naturalmente, un bambino dovrebbe sapere come comportarsi in pubblico, ma correre, saltare e allo stesso tempo lanciare un urlo di guerra per lui è normale come per un adulto guardare le notizie, ad esempio.

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15. "È una sciocchezza"

Nella vita del piccolo non ci sono sciocchezze: può provare una grande felicità o un dolore non meno profondo. Ogni fallimento o emozione forte è una ragione importante per essere sconvolto. Gli adulti dovrebbero ricordare che i sentimenti dei bambini devono essere rispettati, perché in questi momenti soffrono davvero. Hanno bisogno di sostegno e attenzione, non della convinzione che il motivo per cui si sentono frustrati sia insignificante.

Ogni genitore sa in prima persona quanto sia difficile a volte astenersi dalle critiche, ma sono proprio queste ultime che possono influenzare il divenire di tuo figlio come persona. Prima di dire qualcosa di tagliente, ricorda come aspettavi che nascesse, quanto ti abbiano reso felice il suo primo sorriso, la prima parola, il primo passo. Si fida ciecamente di te, la tua opinione è la più importante per tuo figlio.


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