Lividi sul volto: colpa del babysitter. Il padre chiede giustizia

Joshua Marbury e Alicia Quinney, una coppia di Sherwood nell'Oregon, erano completamente esterrefatti quando hanno scoperto che il loro figlio di 1 anno, Jacob, aveva un occhio nero e diverse contusioni, tra cui una che assomigliava alla forma di una mano. All'inizio i genitori pensavano che il bambino si fosse macchiato con dei pennarelli, ma poi si sono resi conto che l'intera parte destra del suo volto era coperto di lividi.

I genitori capirono velocemente che era stato il suo babysitter, Markell D. Hilaire, 27 anni, a picchiarlo e lasciargli quei segni sul viso. La sera precedente la coppia era uscita fuori a cena; quando era tornata a casa aveva trovato Jacob che urlava e piangeva, mentre il babysitter dormiva pacificamente. Dopo avere mandato bruscamente via l'uomo, i due sono andati a letto. È stato all'indomani che si sono resi conto che il babysitter aveva abusato del figlio, e questo perché i lividi erano peggiorati durante la notte.

Joshua e Alicia hanno immediatamente portato il bimbo all'ospedale, e rilasciato una deposizione alla polizia sperando ansiosamente che venisse aperto un caso contro il babysitter. La polizia ha confermato la colpevolezza di Markell come responsabile di questo atto barbarico visto che è stato lo stesso babysitter a confessare di aver picchiato il bambino e, secondo quanto ha raccontato Joshua, un agente ha affermato che l'attacco avrebbe potuto essere letale.

I genitori sono rimasti scioccati e indignati, perciò, quando due mesi dopo le autorità li hanno informati che non avrebbero agito contro l'uomo che aveva picchiato il bambino, anche se avrebbe potuto ucciderlo. Infuriato, Joshua Marbury ha deciso di scrivere una denuncia su Facebook, chiedendo giustizia.

"Di solito mantengo i miei affari di famiglia molto privati ​​perché non ho bisogno di attirare l'attenzione, ma questo caso è diverso. Due mesi fa, se non di più, mio ​​figlio è stato picchiato sul lato destro del viso dal nostro baby-sitter, al punto che SVARIATI medici (che ci hanno anche mostrato i segni della mano) e investigatori hanno detto che avrebbe potuto ucciderlo. Dopo diversi giorni, se non settimane, ottenemmo la confessione dell'aggressore in cui affermava di averlo fatto. Anche dopo la sua stessa confessione l'uomo non è stato arrestato perché prima di essere messo in prigione andava costruito un caso e la giuria doveva trovarlo colpevole. Se io colpissi una persona in faccia e venisse chiamata la polizia, mi ammanetterebbero immediatamente. Dopo DUE mesi di attesa abbiamo appreso che le accuse erano state ritirate perché mio figlio di un anno non poteva dire verbalmente di essere stato aggredito e non poteva dimostrare che stesse soffrendo o che questa persona l'avesse fatto "intenzionalmente". Sono così arrabbiato, spero veramente che accada qualcosa e che questo post diventi virale. Ho fatto la mia parte con DIO e ho seguito il suo "consiglio" di non agire attraverso la vendetta. FATE LA VOSTRA PARTE, avete una confessione verbale e le prove del segno di una mano. Un cadavere non può dirvi chi lo ha ucciso. Mettete un bambino allo stesso livello perché non sa parlare? Lui non è un cadavere! QUESTA È UN'OSCENITÀ. Avete aspettato 2 mesi, se non di più, per dircelo? Dovete fare qualcosa. NESSUNO può prendere a botte un bambino e poi farla franca semplicemente perché il bambino non può confermarlo verbalmente. Apprezzeremmo l'aiuto di tutte le persone che leggono questo post nell'area di Portland; per favore condividetelo, "taggate" notizie, giornali locali, ecc."

Insieme alla denuncia il padre pubblicò le foto del bambino con i segni dei colpi per sensibilizzare tutti i genitori che l’avrebbero letta. Non c'è dubbio sul fatto che Joshua abbia tutto il diritto di essere furibondo perché, nonostante l'aggressore avesse confessato il crimine, le accuse vennero comunque ritirate.

Tutto sembra indicare che la Corte d'appello dell'Oregon richieda che sia la stessa vittima a descrivere l'attacco perpetrato ed evidentemente il bambino di un anno non è ancora qualificato per soddisfare questo requisito. Fortunatamente, il caso ha raggiunto le orecchie di un avvocato di Washington che ha deciso di aiutare la famiglia.

La coppia adesso ha grosse difficoltà a fidarsi di lasciare nuovamente il figlio con qualcuno perché a causa di Markell, che era il migliore amico di Joshua, il bambino è rimasto traumatizzato dall'attacco e piange ogni volta che lo allontanano dalla mamma. Benché si sia ripreso dai lividi, c'è ancora il danno psicologico a seguito del trauma del quale tenere conto. Speriamo che questa famiglia trovi la pace di cui ha bisogno e una persona affidabile che voglia bene al bimbo e lo rispetti.

Fonte: Joshua Marbury / Facebook