Prima di morire, suo figlio macchiò irrimediabilmente il tappeto. Solo dopo 14 anni ne capì il significato

Essere madre significa dover fare centinaia di cose per ripulire i disastri dei propri figli. Facce appiccicose, succo di mela sparso, una montagna di vestiti da lavare e tutto sembra accumularsi. Senza parlare delle volte in cui ci si fa male ai piedi con le punte del Lego o le macchinine pestate accidentalmente. A volte può davvero venir voglia di chiudersi in bagno 10 minuti per respirare tranquillamente.

Heather Duckworth, una madre che si è dedicata ai figli, capisce perfettamente questi sentimenti, ma vuole che altre madri conoscano la sua storia per ricordare loro che non devono farsi assorbire dalle difficoltà quotidiane; bisogna riuscire a trovare l’allegria in mezzo ai disastri.

Heather ha condiviso la sua storia speciale in un post di Facebook, intitolato La Macchia Azzurra che ha causato tanto trambusto da diventare virale. Lei stava pulendo una macchia appiccicosa di caramello che era scivolato accidentalmente tra le dita della sua bimba piccola quando il suo pensiero si illuminò.

Anche se sua figlia aveva provato a pulire la maggior parte del disastro, Heather sentí che doveva pulire tutta la zona dove era caduto il caramello. La sua irritazione aumentava man mano finché si arrese perché sapeva bene che non poteva affrontare questo incidente e lasciare che la consumasse e, proprio in quel momento, un ricordo arrivò alla sua mente.

Tutto successe 14 anni prima, era ora di dormire. Come madre di tre gemelli di 2 anni e di un fratellino maggiore di 4 anni, la vita di Heather era un mucchio di pannolini, disastri, abbracci, pisolini, giochi, baci e altro.

Heather stava sempre dietro ai bambini, si prendeva cura di loro, anche se ammette che non avrebbe cambiato la sua vita per niente al mondo. Quella notte i bambini avevano finito di mangiare, si erano già lavati e stavano raccogliendo i loro giocattoli prima di andare a letto. Cantavano e ballavano per rendere il compito più divertente. Era l’ultima volta che si sarebbero divertiti tanto.

Uno dei bimbi strinse tra le mani un pennarello che esplose macchiando il tappeto, il pigiama e lui stesso.

Heather era esausta, frustrata e lasciò che le emozioni la sovrastassero.

Mi sentii cosí frustrata che presi mio figlio, lo portai alla doccia e mio marito iniziò a pulire le macchie azzurre sul nostro tappeto. Lacrime di frustrazione cadevano dai miei occhi. Ero molto stanca e infastidita. Ero davvero molto frustrata.

Non lo ero con mio figlio, ma con me stessa per aver lasciato quel pennarello lì. Vivevamo in quella casa da solo 6 mesi e ora il nostro tappeto era rovinato. Provammo a pulire per più di un’ora quella notte, ma anche così, la macchia rimase.

Persino la tintoria professionale non riuscì a togliere la macchia del tappeto. Ogni volta che Heather camminava sulla macchia, questa le faceva bruciare le stesse emozioni che aveva provato quella notte. La macchia la perseguitò quotidianamente, era un promemoria di ciò che era successo. Finché un giorno, la macchia smise di avere importanza.

Il mese successivo venne diagnosticato un cancro allo stesso bimbo che aveva macchiato accidentalmente il tappeto. La famiglia passò due anni lunghi, difficili e molto dolorosi al suo fianco. Alla fine, il bimbo morì ma la macchia azzurra rimase sul tappeto, intatta e perenne.

Stava sempre lì e ora è un costante promemoria di mio figlio, della mia frustrazione per qualcosa di così triviale, così insignificante nello schema della vita. La macchia azzurra era un promemoria costante che la vita è disastrosa, ma proprio per questo vale la pena viverla.

Un promemoria che le cose non sono importanti, le persone sì.

La macchia testarda non sparì mai, ma Heather la nascose sotto un mobile. Ogni volta che pulisce e la trova, ricorda la perdita del piccolo bimbo che fece quel disastro. Heather vuole dire alle altre madri che sempre ci saranno disastri e disordine, pile di piatti da lavare, impronte sugli specchi e macchie azzurre sul tappeto, ma queste sono solo benedizioni nascoste, bisogna saperle trovare in mezzo al disastro.

Fonte: Love, Faith & Chaos / Facebook

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