Una donna drogava bambini e li metteva dentro a delle bare. Decenni dopo è stata nominata al premio Nobel per la pace

Ispirazione

L'Olocausto è stato uno dei più violenti, crudeli e devastanti periodi della storia dell'umanità. In ogni caso, in mezzo alla distruzione, all'odio e al dolore, in luoghi diversi, angeli in carne ed ossa paiono aver guidato gli indifesi e aver dato forza ai deboli, tutte vittime della follia nazista.

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Uno di questi angeli fu l'infermiera polacca Irena Sendler, che ha fatto e disfatto assolutamente tutto ciò in suo potere per salvare più di 2.500 bambini ebrei, che altrimenti sarebbero stati aggiunti alle innumerevoli vittime innocenti dell'Olocausto.

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Ma, per poter meglio comprendere le sue motivazioni, è necessario conoscere di più riguardo la storia di questa donna. Irena è nata il 15 febbraio del 1910 a Varsavia, in Polonia. Suo padre, un rinomato medico di nome Stanislaw Krzyżanowski, è morto di tifo quando lei aveva solo 7 anni, contagiato da pazienti che i suoi colleghi avevano rifiutato, a causa della natura infettiva delle loro condizioni. Ciò ha lasciato un segno nella figlia, facendole capire che avrebbe dovuto fare di tutto per aiutare chi ne aveva bisogno.

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Quando gli ebrei di Varsavia sono stati condannati alla reclusione nei ghetti, Irena si è unita alla ŻEGOTA (Comitato Polacco per il supporto agli Ebrei). E sin dall'inizio ha collaborato con altre persone per poter "contrabbandare" bambini fuori dal ghetto e consegnarli a famiglie amorevoli ed orfanotrofi, lontano dal ghetto, dai nazisti e dalla morte certa.

Irena utilizzava qualunque mezzo a cui potesse pensare per poter liberare i bambini. Li nascondeva in ambulanze già occupate da malati gravi, in carretti, borse della spazzatura, e persino dentro a bare (talvolta drogava i bambini per farli sembrare morti, o li faceva addormentare così che non venissero scoperti per paura o disperazione).

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In totale, grazie ad Irena sono stati salvati più di 2.500 bambini, e questo è il motivo per cui, in aggiunta a molti premi e riconoscimenti, nel 2007 fu nominata al premio Nobel per la pace.

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Sfortunatamente, "L'Angelo di Varsavia", morì un anno dopo, all'età di 98 anni. Ma è meglio se guardi il video che segue, per poter scoprire tutti i dettagli della sua storia:

Fonte: Noticias PMPosmodernos / Facebook