Otto segnali di allarme di un possibile esaurimento lavorativo

Salute e Stile di vita

Contrariamente alla credenza popolare, l’esaurimento lavorativo non avviene solamente quando lavoriamo troppo. Possiamo infatti andare incontro a questa sindrome anche senza fare gli extra. Allo stesso tempo, tutti conosciamo qualcuno che lavora molto ma che continua a godersi la vita e ad avere successo a livello professionale.

Com’è noto, alcune persone sono più esposte a questo problema. In media, le donne sono 1,6 volte più propense a soffrire di esaurimento lavorativo rispetto agli uomini, ma questo non vuol dire che ne siano esclusi. Gli uomini sono solo meno disposti ad ammettere di essere affaticati.

In più, gli esperti hanno rivelato alcuni fattori che sembrano contribuire all’insorgenza dell’esaurimento lavorativo. Questi comprendono:

- insufficiente equilibrio vita privata/lavoro;

- mancanza di formazione e supporto sul lavoro;

- ambiente lavorativo stressante;

- insufficiente cura di sé (mangiare bene, esercizio fisico);

- essere coinvolti in un lavoro che non si ritiene importante;

- perfezionismo.

L’esaurimento lavorativo è reale ed è fondamentale assecondare i primi segnali di allarme prima che sia troppo tardi. Ma come fare per riconoscerli?

Per prima cosa, dovreste analizzare in quale misura lo stress lavorativo influenza la vostra vita quotidiana. Di seguito sono elencati sette segnali che potrebbero indicare un esaurimento lavorativo.

1. Spossatezza cronica e mancanza di energia

I ricercatori definiscono la spossatezza una delle tre dimensioni dell’esaurimento lavorativo. Non si tratta solamente di stanchezza, la spossatezza legata all’esaurimento lavorativo è molto più grave. Se una persona si sente costantemente oberata e al limite delle proprie forze, potrebbe essere un sintomo di esaurimento lavorativo.

2. Qualsiasi problema causa una grossa crisi

C’è qualcosa che non va quando anche piccole cose portano a forti reazioni emotive. Solitamente, le persone soffrono di esaurimento lavorativo quando non hanno sufficienti risorse mentali e fisiche per distinguere una grossa crisi da un piccolo problema.

3. Scelte di vita poco sane

Le persone che manifestano esaurimento lavorativo non hanno le energie per condurre uno stile di vita sano. Potrebbero interrompere l’attività fisica o mangiare troppo o troppo poco. Alcuni studi suggeriscono che sono più propense a consumare alcol per sottrarsi all’ansia e alla depressione.

4. Incapacità di smettere di pensare al lavoro

È piuttosto normale pensare agli obblighi lavorativi nel tempo libero. Ma se questi pensieri causano ansia o interferiscono con le attività quotidiane, potrebbe indicare che una persona è sulla strada verso un esaurimento lavorativo.

5. Problemi di salute legati allo stress

Le persone che manifestano un esaurimento lavorativo hanno spesso problemi di salute associati ad ansia e depressione. Tra questi possono esserci problemi gastrointestinali, mal di schiena, cefalea e bassi livelli di energia.

6. Disturbi del sonno

L’insonnia occasionale non è un problema, ma la frequente difficoltà ad addormentarsi, specialmente se causata da pensieri legati al lavoro, possono indicare un esaurimento. Gli scienziati ritengono inoltre che l’insonnia possa preannunciare l’esordio dell’esaurimento lavorativo. Quindi, se una persona ha difficoltà ad addormentarsi, è importante prendere immediatamente delle misure per prevenire altri problemi.

7. Irritabilità sul lavoro e a casa

Anche una maggiore irritabilità può essere un segnale di esaurimento lavorativo. È facile perdere il controllo quando non si hanno energie sufficienti per funzionare. Le persone possono sentirsi talmente oberate dai loro problemi ed esauste che anche dei piccoli fastidi possono causare in loro una intensa sensazione di rabbia.

8. Assenza dal lavoro

Uno studio ha dimostrato che le persone con esaurimento lavorativo sono più propense ad arrivare in ritardo e persino ad assentarsi. Potrebbero iniziare a cercare delle scuse per non andare a lavoro o manca in loro la motivazione per arrivare in orario.

Fonti: Healthline, Psychology Today, Inc.


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