10 comuni sintomi della cirrosi, le sue potenziali complicazioni e i modi per ridurre il rischio di contrarre la malattia

Salute e Stile di vita

Il fegato è corresponsabile di molte funzioni del nostro corpo, tra cui la digestione, la produzione di ormoni e l'eliminazione di scorie dal sangue. Quest'organo, se è in salute, è anche incredibilmente bravo ad auto-ripararsi. I danni a lungo termine del fegato possono provocare una cirrosi, che porta le cellule epatiche ad essere sostituite da cicatrici. La patologia può compromettere la funzionalità del fegato e portarlo al collasso, evento che può rivelarsi fatale. La cirrosi è la dodicesima causa di morte negli Stati Unti; infatti ogni anno ne muoiono 32.000 americani.

I danni provocati dalla cirrosi sono irreversibili, perciò la cura si concentra sulla prevenzione di altri danni o delle complicazioni correlate, oltre che sulla gestione dei sintomi. Quando il fegato non è più in grado di funzionare, si procede a un trapianto.

I sintomi della cirrosi

La cirrosi all'inizio non presenta sintomi.

Man mano che la patologia peggiora, iniziano a comparire i seguenti sintomi:

  • debolezza e stanchezza;
  • nausea;
  • perdita di appetito e di peso;
  • ittero (ingiallimento della pelle e della parte bianca degli occhi);
  • prurito;
  • facile sanguinamento ed ecchimosi;
  • gonfiore addominale provocato da accumulo di liquidi (ascite);
  • gonfiore alle gambe causato da accumulo di liquidi;
  • angioma a ragno (vasi sanguigni simili a ragni visibili sulla pelle);
  • confusione e difficoltà di pensiero (a causa dell'accumulo di tossine nel cervello, detto encefalopatia epatica).

Consultare il medico prima possibile se si presentano questi sintomi.

Le cause della cirrosi

La cirrosi spesso si sviluppa a causa dell'alto consumo di alcolici per molti anni, o a causa dell'epatite C a lungo termine.

Anche i seguenti fattori possono contribuire allo sviluppo della cirrosi:

  • steatosi epatica non alcolica (NALFD) e steatoepatite non alcolica (NASH);
  • epatite cronica B;
  • epatite autoimmune, in cui il sistema immunitario aggredisce le cellule sane del fegato;
  • fibrosi cistica;
  • patologie che affliggono i dotti biliari, tra cui la cirrosi biliare primitiva;
  • la malattia di Wilson, a causa della quale il rame si accumula nel fegato e in altri organi;
  • emocromatosi, a causa della quale il ferro si accumula nel fegato e in altri organi;
  • epatite D ed E, che sono le tipologie meno diffuse di epatite virale;
  • uso prolungato di alcuni farmaci;
  • esposizione prolungata a sostanze chimiche velenose.

Le complicazioni della cirrosi

Con la cirrosi aumenta il rischio di cancro al fegato.

Altre possibili complicazioni legate alla patologia includono:

  • aumento della pressione sanguigna nelle vene che trasportano il sangue al fegato (ipertensione portale);
  • peritonite batterica spontanea, un'infezione potenzialmente mortale;
  • emorragia interna, specialmente nell'esofago e nello stomaco;
  • milza ingrossata (splenomegalia);
  • suscettibilità alle infezioni;
  • encefalopatia epatica, che si manifesta con stati confusionali, problemi di memoria e di concentrazione, cambiamenti nella personalità e nel ciclo di sonno;
  • debolezza ossea e suscettibilità alle fratture;
  • sindrome epatopolmonare (insufficienza polmonare);
  • sindrome epatorenale (insufficienza renale);
  • peggioramento degli effetti collaterali di alcuni farmaci;
  • insulino-resistenza e diabete.

Prevenzione della cirrosi

Le malattie ereditarie che portano alla cirrosi non possono essere prevenute, ma ci sono alcune precauzioni che si possono prendere per ridurre il rischio di contrarre la malattia.

Sono:

  • evitare le bevande alcoliche o almeno bere non più di un drink al giorno per le donne, e non più di due al giorno per gli uomini;
  • seguire una dieta ricca di verdure, cereali integrali e grassi meno saturi;
  • mantenere un peso ottimale;
  • bere quantità moderate di caffeina, come dimostrano alcuni studi;
  • vaccinarsi contro l'epatite A e B;
  • farsi controllare regolarmente dal medico, specialmente se si è a rischio;
  • gestire le patologie che aumentano il rischio di cirrosi.

Fonte: NIDDK, NHS UK, Mayo Clinic, MedicineNet, HealthLine


Questo articolo ha scopi puramente informativi. Non utilizzare automedicazioni e, in ogni caso, consultare sempre un professionista sanitario qualificato prima di utilizzare qualsiasi informazione presentata nell'articolo. Il comitato editoriale non garantisce alcun risultato e non si assume alcuna responsabilità per eventuali danni che possano risultare dall'utilizzo delle informazioni fornite in questo articolo.

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