Franca Valeri e l'amore della sua vita: il teatro. Tutte le esperienze nel nuovo memoir ?

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Franca Valeri e l'amore della sua vita: il teatro. Tutte le esperienze nel nuovo memoir “La Stanza dei gatti"

Date October 30, 2017 14:40

Il suo nome: Franca Valeri. Se proviamo a descrivere questa fantastica donna in una parola, forse sarebbe “teatro”.

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È una delle penne più longeve della cultura italiana. La sua carriera teatrale è, semplicemente, impossibile di dimenticare. È una delle attrici e sceneggiattrici italiane di teatro e cinema più amate dal pubblico, e ora ci racconta un po’ sul suo nuovo memoir “La stanza dei gatti”.

Il teatro, un insieme di diversi discipline, uno strumento per esprimersi, educare, rappresentare una situazione davanti ad un pubblico e combinare la gestualità, la musica, la danza, le storie e tante altre cose. Sì, questo è l’amore della vita di Franca Valeri. A 97 anni, la grande attrice del teatro ha deciso di parlare del suo ultimo libro. Franca ama gli animali, quindi non è strano che questa stanza sia piena di gatti. Ma cosa significa? “Una casa piccola, ma con un giardinetto delizioso pieno di gatti”.

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All’interno dell’appartamento vivono due femmine e un maschio, i veri proprietari. Dormono nell’armadio, tra i vestiti. Tutto questo rappresenta il teatro, il migliore amico di Franca. Definisce il teatro come un uomo amato follemente da una donna.  

Ogni volta che incontro quel signore mi rendo conto di vivere la più bella illusione della mia vita e mi rendo sempre conto che non germoglia mai da solo come un prato, ma ha bisogno del lavoro dei suoi giardinieri.

Si tratta di un dialogo tra un uomo che è capace di tutto e una donna che l’ho ama tantissimo. Pagine e pagine piene di ricordi di alcuni momenti cruciali della carriera artistica di Franca. I lettori ora hanno la possibilità di leggere una donna che hanno sempre visto, di leggere sull’assenza di successo e sulla solitudine. Insomma, tutte o quasi tutte le esperienze vissute dall’artista.

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Continua a parlare del teatro come l’uomo immortale. Afferma che vive ancora perché non ha una forma umana, ma immortale. Se il teatro fosse un essere umano, sarebbe più facile per lui morire. Tutti i protagonisti in uno spettacolo muoiono, ma il teatro continua a vivere.  

Da noi che viviamo una sola volta non ci si deve aspettare mai troppo, tranne forse nella capacità di ricordare. Del resto i ricordi fanno parte di quelle cose che si fissano in un angolo della memoria, mai in tutta.