Un'altra medaglia d'oro per la squadra azzurra! Soffia Goggia vince alla gara in discesa!

Cinque anni fa dopo un incidente che ha colpito il suo ginocchio sinistro, lei si chiedeva se dovesse continuare a sciare. Oggi è la campionessa olimpica di discesa.

Nel mondo dello sport tutto succede velocemente. Ci vogliono anni per allenarsi e poi solo alcuni minuti per vincere o perdere alle gare. Nonostante i fallimenti durante molti anni, il traguardo aspetta per noi almeno una volta nella vita, pronto a festeggiare con noi il nostro grande successo!

In quest’occasione è arrivato il turno di Sofia Goggia ai Giochi Invernali 2018 svolti a PyeongChang. Lei si è resa conto che stava per vincere la gara quando una delle altre concorrenti (con cui ha un’amicizia molto stretta) Lindsey Vonn, statunitense, 33 anni, ha fatto un segno puntando il dito contro Sofia indicando che la medaglia d’oro era proprio sua. L’emozione di Soffia l’ha fatto scoppiare in lacrime.

Il ritardo di Lindsey non è stato così grave ma di 0.47, tuttavia la norvegese Ragnhild Mowinckel si è messa tra le due con un ritardo di solo 0.0.9. Bronzo per l'americana, argento per la norvegese ed oro per la azzurra, che ha dedicato il premio al suo paese.

Alcuni anni fa, nel 2013, la Goggia ha avuto un incidente durante una gara in discesa in cui ha occupato il 11esimo posto. La ragazza è caduta e si è fatto male al ginocchio sinistro. Tempo dopo è entrata in crisi

Ricordo perfettamente che una mattina mi alzai e, davanti allo specchio, mi chiesi se volessi ancora sciare. Una domanda alla quale avevo sempre risposto senza esitazione, metterla in discussione mi ha mandato in crisi.

Nonostante ciò, Soffia sa alla perfezione che a volte è necessario cadere molto in basso fino a raggiungere il limite per poter scoprire la forza che c’è all’interno di ognuno. È stato un momento di valutazione e riflessione che l’hanno portata ad un’altra gara alle Olimpiadi. Infatti solo 3 anni dopo ha vinto il primo podio in discesa nello stesso luogo in cui il suo ginocchio era stato colpito, a Lake Louise in Canada.

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Una “samurai”, così si descrive lei stessa spiegando che non ci sono dei limiti e che sulle strade dove lei passa c’è sempre rumore “come se suonassero mille chitarre” e niente potrà cambiare il suo modo di fare.

Terza medaglia di oro per l’Italia dopo quella di Arianna Fontana nello short track e di Michela Moioli nello snowboard. Bravissime, ragazze!

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