Conoscete il medico che fa battere il cuore ai bimbi? Il dottore Frigiola ha salvato la vita di più di 1000 neonati. Lui è il vero eroe italiano!

Grazie allo sforzo e lavoro di questo medico italiano, molti bambini sono riusciti a vivere.

Il suo nome è Alessandro Frigiola e si occupa di patologie congenite del cuore da circa 40 anni. La sua carriera come medico è stata senza precedenti, nonostante le difficoltà che ha dovuto combattere per anni per salvare le vite dei bambini.

Lui ricorda molto bene alcuni dei momenti più difficili della sua carriera, come ad esempio, quando ha viaggiato verso la Francia nel 1970 per un Training e solo 3 bambini su 50 hanno superato le prove. Sentimenti di delusione e sconforto colpiscono il suo cuore quando non è riuscito ad aiutare bambini e neonati, tuttavia, queste esperienze gli hanno insegnato ad andare avanti e trovare nuove soluzioni e risposte. Oggi, può dire con certezza che il suo lavoro ha dato i suoi frutti e tutti quanti lo circondano e persino altre persone importanti nel contesto sociale sono in grado di ammetterlo.

bambini_cardiopatici / Instagram

Il 6 marzo i passeggeri del volo Tunisi- Milano Malpensa, il pilota, gli assistenti di volo ed i genitori di Amina sono stati testimoni del coraggio, intelligenza e sforzo di Frigiola. Amina, una bambina che aveva soli 10 giorni, era nata con una patologia congenita che colpiva il suo cuore. Purtroppo, la bambina aveva un difetto in uno degli organi più importanti del corpo ma, per fortuna, Frigiola era sullo stesso aereo.

I genitori di Amina hanno deciso di viaggiare verso il Policlinico San Donato di Milano visto che veniva riconosciuto come il miglior centro per la cardiochirurgia pediatrica. Tuttavia, la giornata sarebbe troppo lunga prima di giungere a destinazione. La bambina aveva con sé due bombole d’ossigeno per poter respirare, ma il tempo è avanzato lentamente. Prima, i passeggeri hanno dovuto aspettare circa 4 ore e proprio a causa del ritardo i problemi sono cominciati. Siccome i genitori sapevano che il dottore Frigiola sarebbe sullo stesso aereo, hanno cercato subito di parlare con lui visto l’ossigeno stava per finire. Dopo qualche telefonata, hanno trovato due bombole in più, ma il tempo era contato. Poi in aereo, l’incubo andava sempre peggio.

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C’era bisogno di accelerare per poter raggiungere l’obiettivo. Alessandro, che non ha lasciato da soli i genitori nemmeno un minuto, ha chiesto il pilota di accelerare il più possibile visto che la bambina solo contava con ossigeno per 90 minuti in un volo di 100 minuti. Ma anche se il pilota ha cercato di fare di tutto, c’era ancora un altro dettaglio: la temperatura di Amina ha cominciato a scendere velocemente. Ancora un’altra richiesta per il pilota:

Sono tornato dal comandante e gli ho fatto alzare al massimo il riscaldamento. Gli altri passeggeri sudavano, ma ho spiegato loro perché lo abbiamo fatto e nessuno ha protestato, anzi....

I passeggeri hanno cercato di sostenere i genitori mentre il pilota faceva il proprio lavoro. Finalmente, bastarono solo 85 minuti per arrivare e collegare la bimba alle bombole d’aria dell’ambulanza che si è fermata alle porte dell’aereo. Poi, una volta in ospedale, il professor Marco Carminati ha aperto la valvola chiusa di Amina per permettere i suoi polmoni di ricevere sangue dal ventricolo destro. Frigiola è ancora in contatto con i genitori che solo alcuni giorni dopo l’incidente sono tornati in aereo senza bombole.

Il lavoro di Alessandro Frigiola e dei dottori che come lui cercano di salvare vite ad ogni costo viene riconosciuto da tante organizzazioni e persino dal presidente. Infatti, Frigiola ha ricevuto il riconoscimento “Commendatore dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana” dalle mani del presidente Mattarella nel 2016, che ha premiato in quell’occasione ai 40 eroi italiani che grazie ai gesti di solidarietà, soccorso ed altri meritano il diritto di essere chiamati “eroi”.

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Mi hanno chiamato dal centralino dell’ospedale, dicendomi che mi cercava il presidente della Repubblica. Quando mi hanno passato la telefonata, pensavo che il suo staff mi cercasse per un consulto, così ho chiesto: «Cosa posso fare per il presidente»? E una voce al telefono mi ha risposto: «È il presidente Mattarella che vuole fare qualcosa per lei». Mi hanno commosso.

Grazie a lui, un’altra bambina ora può correre, saltare ed avere una vita normale!

Fonte: bambini_cardiopatici / Instagram

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