Shakila, la donna che ha perso la metà del suo viso a causa di uno sparo, è pronta ad intercedere per le donne colpite dalla violenzia domestica

 

La violenza contro le donne si vive ancora oggi in molti posti del mondo e ci sono milioni di vittime.

Col passare degli anni, molte persone sono diventate molto più consapevoli delle brutte situazioni che accadano intorno al mondo. Ogni giorno diverse società che hanno importanza a livello mondiale cercano di aiutare i più svantaggiati, quelli la cui voce è a pochi passi da essere spenta.

Le situazione di ingiustizie, regimi dittatoriali, oppressione e guerre continuano ad essere presenti in diversi paesi e ci rendiamo conto che viviamo in un mondo estremista, dove mentre un paese è “quasi perfetto”, nell’altro la gente muore, letteralmente, di fame. Facciamo fatica a credere che in questo secolo ci siano ancora situazioni assurde che ci inseguono dopo di lottare per tante anni, ma i conflitti sociali, psicologici, religiosi ed emotivi di alcune persone continuano ad essere forti e ad avere basi solide.

La violenza sulle donne, ad esempio, è un argomento che dopo tanto tempo non si è ancora potuto eliminare. Pare che la maggior parte degli uomini abbiano imparato ad amare e ad apprezzare il sesso opposto, ma il fatto è che c’è ancora una parte importante di altri uomini che continuano a pensare che le donne siamo la loro proprietà.

La storia di Shakila, una donna afgana di 23 anni è un vero esempio di tutto ciò che vi raccontiamo oggi e, per fortuna, la ragazza è ancora viva. Il volto di quella ragazzina di 14 anni non l’abbiamo visto mai più. Per alcuni anni il sorriso della ragazza è diventato lacrime e paura, e poi, il suo volto non è mai stato lo stesso. La parte sinistra della faccia è quasi sfigurata, e oggi Shakila è un’altra donna.

Shakila Zareen / Facebook

Non c’è occhio sinistro, non c’è nemmeno una guancia e parte della bocca, ma c’è il ricordo di un uomo con cui ha dovuto sposarsi e che l’ha quasi ammazzata. La ragazza ricorda molto bene quando è cominciato tutto: la notte di matrimonio. Il marito di Shakila (14 anni più grande di lei) la colpiva mentre avevano rapporti sessuali. Lei sapeva che c’era qualcosa che non andava bene, ma tutti hanno pensato che si trattava di una situazione normale. Tante volte è successo lo stesso, ma quando la ragazza è andata dalla polizia per chiedere aiuto, loro le hanno detto che si trattava di una situazione “normale” e qualcuno ha persino raccontato il marito cosa succedeva.

Mi faceva male. Accadeva quasi tutti i giorni, a volte mi legava le mani.

Shakila Zareen / Facebook

La vendetta del marito l’aspettava alle porte della casa: l’uomo le ha sparato un colpo di pistola al viso. Shakila ricorda il momento di paura e poi svegliarsi in ospedale. Grazie ai nove interventi chirurgici fatti a Nuova Delhi dopo che il governo decidesse di prendersi cura di lei, il viso di Shakila non è scomparso e la ragazza è riuscita a vivere. Tuttavia, le minacce da parte del cognato continuavano e, in quest’opportunità, erano la madre e sorella di Shakila quelle ad essere coinvolte:

Ti ammazziamo. Veniamo a uccidere te, tua madre e tua sorella.

La situazione non era per niente facile. Molte donne in Afghanistan vivono situazioni del genere ed alcune non riescono nemmeno a vivere per raccontare la propria storia agli altri. Anche se sono già passati circa 16 anni dall’intervento militare di Usa, i Taliban continuano ad attaccare.

Shakila Zareen / Facebook

Nonostante tutto ciò vissuto in passato, oggi Shakila vive in Canada, paese che ha accettato la sua richiesta di asilo. In realtà, questa è stata un’altra battaglia a cui la ragazza ha dovuto far fronte. All’inizio, il governo degli Stati Uniti aveva inviato una lettera in cui diceva che avevano approvato condizionalmente la richiesta d’asilo di Shakila, ma alcune settimane dopo, lei ha ricevuto un’altra lettera per respingere la sua richiesta per “motivi legati alla sicurezza”. A quanto pare, dopo tutti i problemi avuti con Afghanistan, il governo attuale di Donald Trump ha potenziato le misure di sicurezza al massimo, e questo ha avuto ripercussioni sulla nuova vita di Shakila.

Shakila Zareen / Facebook

La ragazza è legata ai Taliban, infatti, alcuni membri di sua famiglia fanno parte di questo gruppo. Tuttavia, la donna ha sottolineato che è proprio questo il motivo per cui deve stare il più lontana possibile da loro. Shakila era stata considerata dall’ONU come rifugiata, ed è così come un altro governo ha risposto positivamente alla sua richiesta: Canada.

Shakila Zareen / Facebook

Per il governo canadese è molto importante che l’integrità dell’essere umano, siano donne che uomini, venga rispettata, ed è per questo che le porte del paese sono aperte per tutti quelli che abbiamo un problema così grave che metta a rischio la propria vita.

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Shakila Zareen / Facebook

Oggi, Shakila vive felice in Canada, insieme a sua madre e a sua sorella che poco tempo dopo hanno anche raggiunto il traguardo. Shakila sta imparando a parlare inglese perché tra i suoi sogni c’è quello di poter rappresentare più donne come lei al mondo. Sul comodino ha due scatti, uno di quella bella ragazzina col viso perfetto, ed un’altro dove c’è la Shakila di oggigiorno, per ricordare chi è così come tutto ciò che ha ottenuto grazie al suo coraggio!

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Fonte: The National / YouTube

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