Cinque storie incredibili degli italiani con sindrome di Down dimostrano che non è affatto una malattia

Una condizione cromosomica genetica particolare anche se studiata meglio delle altre rimane tuttora in parte sconosciuta, specialmente per le sue cause e come prevenirle. La maggior parte delle persone con sindrome di Down, se sostenute in modo corretto da bambini, prendono il diploma di scuola superiore e sono in grado di seguire una formazione universitaria o di svolgere un lavoro retribuito.

Fisdir Federazione / Facebook

La terza copia del cromosoma 21 porta a un ritardo nella capacità cognitiva e nella crescita fisica, inoltre alle caratteristiche del viso particolari. Le conseguenze fisiche e mentali sono molto variabili tra gli individui affetti e la maggior parte di loro è in grado di condurre la vita normale  ed essere in parte indipendente. Nonostante il stereotipo secolare sulla disabilità delle persone con DS oggi possiamo vedere come loro sempre di più si integrino nella società senza particolari problemi. Sono atleti e modelle, artisti e pizzaioli, barman e cantanti.
 
Ecco le storie di ragazzi straordinari che dimostrano che la vera disabilità è il pregiudizio.

Campioni di basket.

Fisdir Federazione / Facebook

La loro giornata non è molto diversa da quelle che passano altri atleti: colazione sana, lunghe ore di allenamenti, pranzo, un po’ di riposo e di nuovo al lavoro. L’unica differenza è che tutti i componenti della squadra hanno una caratteristica in comune: la DS. Forse per questo sono così bene allineati e giocano in armonia. La squadra nazionale italiana maschile di basket è invincibile. Dopo diverse vittorie nei campionati minori, qualche mese fa ha battuto gli avversari dal Portogallo aggiudicandosi il primo oro nella storia agli  Europei di Basket. Dopo la vittoria così schiacciante non poteva mancare l’invito della Le Lega Basket Serie A per l’esclusiva esibizione.

Ristoratori.

La Locanda dei Girasoli / Facebook

La Locanda dei Girasoli è un locale romano ben curato con la cucina tradizionale che esiste dal 1999. Già dai primi giorni dell'apertura è diventato molto frequentato per la qualità dei piatti e del servizio speciale. I suoi dipendenti, Emanuele, Francesco, Viviana, Giacomo, Federico, Ettore, Anna, Simone e altri sono  sempre sorridenti e gentili, simpatici e responsabili svolgono il loro lavoro con forte entusiasmo. Sono cuochi, camerieri, pizzaioli e barman con una cromosoma in più.

Campione di pizza freestyle.

Alfredo Folliero / Facebook

Ecco con il maestro pizzaiolo Alfredo Folliero, campione della pizza freestyle. La sua reggina è la Margherita e a soli 12 anni è già il campione. Si chiama Carmelo Palumbo è  il pizzaiolo di Butera più giovane ma anche più capace. È un ragazzo determinato e preferisce impastare che giocare con i suoi coetanei. La sua determinazione gli ha fatto vincere il campionato europeo cadetti di pizza freestyle. Dice che da grande vuole fare il pizzaiolo professionale ma per ora si sta allenando e aiuta a gestire la pizzeria di famiglia. Carmelo è molto sincero è parla apertamente dei suoi pregi e difetti:

Ho la sindrome di Down e sono anche allergico al cioccolato, mi viene il prurito.

Il barman migliore della Sardegna.

Davide Franzecco / Facebook

Il suo caffè ha un gusto speciale, e la schiuma del cappuccino è perfetta, senza parlare delle spremute e dei cocktail. Si chiama Davide Fanzecco è un ragazzo di  27 anni. Lavora come cameriere e barman in un bar di Quartu. È amatissimo dai clienti abituali e anche dai turisti. Nel suo CV ci sono gli anni di studi e diversi tirocini in multinazionali legate all'ambito della ristorazione. Oggi è il dipendente più importante del piccolo bar di Mario, proprietario orgoglioso per la scelta azzeccata. Davide oggi è un’uomo di successo e quei ricordi brutti dell’infanzia, quando i suoi compagni lo trattavano male perché era diverso, con quel strano sindrome, sono ormai lontani.

Un raper coraggioso.

Marco Baruffaldi / Facebook

Marco Baruffaldi è il cantante di 22 di Castelfranco Emilia. Le sue canzoni sono popolarissimi nel web e raccolgono migliaia di like. Marco adora il Rap perché permette di dare i messaggi chiari, rende la musica uno strumento della denuncia contro i malori sociali, per esempio, il bullismo. In questa canzone racconta come la sua sindrome di Down lo abbia trasformato in vittima però non cerca il conforto ma vuole che altri ragazzi prendono reagiscono come fa lui e si difendono.

Ricordiamo, l’unica vera disabilità sono il pregiudizio e l’esclusione del diverso.

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